La Fondazione PDF Stampa E-mail

Principali attività della Fondazione:

- assistere e sostenere chiunque versi in stato di bisogno a causa delle attività illecite e mafiose, per rendere operante nel sociale il principio cristiano della solidarietà umana;

- aiutare a prevenire i danni sociali della criminalità;

- aiutare i giovani a trovare un'occupazione nel mondo del lavoro;

- intervenire, in caso di crimini mafiosi e non, in favore di coloro che sono vittime di mafia e della criminalità e subiscono danni per ripristinare, se possibile, la loro integrità psichica, fisica e di immagine, con reinserimento nel tessuto sociale e nelle proprie attività;

- attuare iniziative nel campo sociale, assistenziale, umanitario e culturale;

- informare attraverso pubblicazioni, materiale audiovisivo, programmi radiotelevisivi, conferenze, congressi, convegni, anche via internet, al fine di
sensibilizzare circa il fenomeno mafioso e combattere la mafia, la criminalità, la miseria, la povertà e valorizzare la dignità umana.

La Fondazione, al fine di raggiungere i suddetti scopi, potrà eventualmente assistere le vittime, e/o i loro familiari, sia sotto l’aspetto psicologico, sia sotto l’aspetto legale, sia a difesa dell'immagine e valorizzazione della persona, anche sotto l’aspetto della comunicazione e della informazione.

La Fondazione potrà attribuire direttamente, senza corrispettivo, ed eventualmente senza rimborso di capitale, somme di denaro sotto forma di sussidi, contributi o ogni altra forma di sostegno economico.

La Fondazione può, per raggiungere i suoi scopi statutari, collaborare con altre organizzazioni similari che operano contro il sistema mafioso e delle illegalità e, comunque, per sostenere le persone bisognose e che sono da ritenersi vittima
della criminalità nel senso più ampio.

Può collaborare con altre organizzazioni ed enti Istituzionali e, comunque, anche non governative, con Enti e associazioni regionali, nazionali ed internazionali.

Inoltre, collaborerà con i pubblici poteri e con organismi internazionali per la realizzazione dei suddetti scopi.
  

 

 
 
Il giudice Antonino Scopelliti

«Il giudice è quindi solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, solo con la fede cui si è spesso aggrappato come naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso...»

ANTONINO SCOPELLITI

 

FONDAZIONE "ANTONINO SCOPELLITI"

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